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- Gioco a Caso -

efrainvaso
AIUTO!!! Sono stato invaso

Isaluna si è intrufolata capello per capello nel mio blog. Sostiene che è tempo che io la smetta di far giochi di parole e rivoluzioni. Vuol fare di me un impasto di non so cosa, dice che il mondo ne trarrebbe beneficio. Allo scopo mi sta propinando tutte le sue 124 fette di savarin dall'incerta lievitazione, che è come dire le Mille e Una Notte in versione russa (russare è d'obbligo nella fase postprandiale d'una simile dieta). E l

...
continua


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OGGI

C’è qualcosa che non va (cosa succede in città?) invito invitto

C’è qualcosa che non va:
soltanto passeggio per la città
e per la strada incrocio tanti
senz’incontrare nessuno.
Ai lati della strada solo portoni chiusi
o negozi aperti solo a clienti
dietro a vetrine tante, tutte di merci,
tanto più che il centro è ormai sol commerciale.
A vedere le facce, pare, anche senza volere,
è che tutto si paga, mentre niente appaga.

Nell’Africa rurale ho visto gente più felice,
più comunicante, ma sta sparendo pure quella.
Eppure, e tanto più che, questa urbana è la civiltà
col più alto sviluppo d’ogni possibilità:
ecco anche perché, proprio per forza,
c’è qualcosa che non va:
c’è qualcosa che non ci fa andare
bene a noi, da noi, con noi, tra noi tic tac.

Quello che non va, che non ci fa andare,
anche quando ci va o c’andiamo,
è la riduzione, l’appiattimento
d’ogni valore a quello del portafoglio:
riduzione ai termini minimi del potere
sostantivo che soffoca ogni potere verbo
volendosi coniugare in sé, solo, e tanto.
Talvolta non ci va, ma è così che va il mondo
ed è qui che andiamo in giro a prenderci.
Ma ribellarci possiamo, sempre e adesso:
c’abbellisce davvero, non soli, tanto.
Se c’andiamo, c’è qualcosa che va.
Ci tocca trovare il modo di farci andar
bene a noi, da noi, con noi, tra noi, toc toc.

efraim


14/05/2008 ~ 01:10 ~ in: [ metamorfosi ]

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Indefinizione: bellezza

Quando il punto di vista s’apre fino a espandersi all’orizzonte visto.

(Per questo la bellezza si dà centrando i punti e al contempo trovando cornici agli orizzonti, mentre si riceve accorgendosene. Solo un bersaglio può venire centrato; e talvolta possiamo esserlo noi, addirittura c’entrandoci.)

efraim


12/05/2008 ~ 22:22 ~ in: [ indefinizioni ]

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Mancanza, ma non di felicità

In questo momento sono chiuso a lavorare da solo in uno stanzone marrone e buio pieno di cimeli di una squadra di calcio per cui non tifo nemmeno.
Mi manca di tutto: mi manca la presenza della mia compagna, il sorriso di mio figlio quando gioca, il colore della luce nel mare, l’eclissi all’alba nel deserto incontro al rischio totale, la forza estrema di certi momenti, la pace amichevole e la giustizia, per me e per tutti, fino in fondo a questo mondo. Mi manca molto altro, poi, proprio di tutto; e d’altro ancora.
Ma so anche che molte di queste cose ci sono state, ci sono, o ci possono essere, di nuovo o nuove del tutto. E in molte di queste ci sono io: c’entro. Anche col mio essere qui adesso.
Allora se qui, in questo lavoro che faccio, ci sono del tutto, faccio la mia parte perché tutto ci sia. A partire da quello che, mancandomi, mi sprona.
Per questo posso essere felice di essere qui, senza, ma con, tutto quello che mi manca.

efraim


08/05/2008 ~ 15:51 ~ in: [ no i ]

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Jena*

Quando accetti di prenderla come viene, finisce sempre per venire da dietro, con un’angolazione piuttosto precisa.

*

... continua

efraim


08/05/2008 ~ 14:32 ~ in: [ pen-sieri ]

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La difficoltà d’essere a questo mondo

La passione sociale,

che passione è mai,

senza passioni personali?

 

Ma le passioni personali,

che passioni sono ancora,

senza passioni sociali?

 

La passione è quasi tutto,

ma vale se è con e per qualcuno

e s’è, prima di tutto, tua, insieme…

efraim


08/05/2008 ~ 13:24 ~ in: [ scorie ]

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Indefinizione: moderna politica democratica

Corpo di potere suddiviso in due parti simmetriche Apparentemente più alternative di due gambe dello stesso corpo e comunemente chiamate destra e sinistra.

efraim


08/05/2008 ~ 12:34 ~ in: [ acategorico ]

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Oggi

Può parere assurdo, ma io, fra i monaci, di quelli veri, ci sono anche cresciuto. Forse è anche per questo che non mi piacciono un granché. Però, sarà ch'è un'altra religione, oltre che un altro luogo e un altro tempo: se oggi incontrassi un monaco birmano, sarei più che disposto a inginocchiarmi ai suoi piedi. Ancor più preferirei dargli la mano. Immensamente di più dargli una mano.

efraim


07/05/2008 ~ 22:55 ~ in: [ non so ]

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C’era una volta il west (ovvero il tramonto dell’occidente)

C’era una volta il west. E, prima ancora, c’era l’occidente. Una parte del mondo complessa, ma a suo modo grandiosa, capace di conquistare più o meno ogni parte del mondo, nel bene e nel male. Come da altre parti, infatti, in occidente ci furono imperi, religioni, piccoli e grandi padroni. Ma a un certo punto l’occidente, per un lungo periodo durato secoli, si dimostrò d’una forza prorompente tale da contagiare ogni angolo della terra con cambiamenti d’ogni sorta come non se ne vedevano più da millenni, probabilmente da decine di migliaia di anni.
L’occidente scoprì la bussola e il cannocchiale, la macchina e la manipolazione della materia fisica e biologica. Con tali strumenti colonizzò il mondo dalle Nuove Indie all’India di sempre, dall’Africa profonda alle propaggini della Cina. Ma tali strumenti erano il frutto di altre rivoluzioni: la rivoluzione scientifica, la riscoperta della filosofia greca, la libertà di pensiero, i lumi, l’amore per la ragione, la scoperta del diritto universale, l’avvento dello stato partecipato e sociale. Erano il frutto di grandi rivoluzionari, sia intelletti liberi e molto pensanti come i Galilei e i Giordani Bruno, come i Darwin e i Marx, come gli Einstein e i Russel, sia di masse di persone con una testa sulle spalle di ciascuna, capaci di lottare per ottenere orari di lavoro sostenibili, pensioni, sanità pubblica, istruzione obbligatoria per tutti, parità di diritti per donne e per minoranze d’ogni genere, ma di lottare tanto da vincere almeno un po’ ogni tanto.
L’occidente si è macchiato di innumerevoli crimini, ma ha anche prodotto e proposto molto del meglio mai immaginato e realizzato dall’umanità; per questo ha avuto un valore enorme per tutta l’umanità e sarebbe sacrosanto rifarsi e richiamare il valore di questa peculiarità validissima: la fiducia nella ragione, l’amore per il vero in ogni condizione, il riconoscimento e lo sviluppo della libertà individuale, tanto nel discernere quanto nel fare, l’affermazione della necessità del rispetto reciproco…

Invece oggi si fa un gran parlare dei valori occidentali; ma ne parlano solo quelli che vogliono affossare proprio quei valori, non quelli che vi si rifanno per davvero.
O, almeno, sono gli unici che si sentono in giro. Sono quelli che si richiamano al valore della religione occidentale, certo non superiore a quello d’ogni altra religione del mondo. Sono quelli che parlano di libertà con la parola d’ordine della sicurezza e lo spauracchio terrorizzante, giustappunto, del terrorismo d’ogni sorta.  Sono quelli che raccolgono i dati di ciascuno per determinarne il valore e il comportamento; che sarebbe già grave se ce lo facessero considerandoci persone, ma lo fanno senza riconoscerci più alcuna dignità ulteriore a quella del nostro portafoglio di consumatori. Sono quelli che trovano il modo di convincerci che globalizzazione significa straripazione dell’ingiustizia, del precariato, dell’impossibilità d’arrivare a fine mese, dell’oppressione, dell’impossibilità di fare scelte davvero importanti per la propria vita. Come se non si potessero globalizzare la giustizia e il diritto che, non per niente, sono universali.

Per questo, finito nelle grinfie di onorevoli speculatori finanziari capaci di controllare e reprimere ogni speculazione di natura diversa e magari avversa a quella del proprio appropriarsi di tutto, l’occidente sta per perdere il proprio valore di spicco nel mondo, quello che ha permesso e riconosciuto la grandezza delle sue persone e d’ognuna. Lo sta perdendo proprio ad opera delle sue persone di spicco, cioè di chi si proclama difensore dei valori occidentali: chi giustifica la tortura per la sicurezza nazionale, chi occhieggia al razzismo facendosi beffe del cosmopolitismo, chi si preoccupa di conferire il diritto a embrioni fregandosene delle condanne a morte per delitti o per povertà, costui è il nemico del valore dell’occidente, oltre che dell’umanità. E costui, oggi, è in stragrande maggioranza.

efraim


07/05/2008 ~ 10:38 ~ in: [ generale ]

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Palle attuali

Un post che parrebbe di banale attualità (mentre è un discorso più o meno vero in generale)
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efraim


05/05/2008 ~ 22:52 ~ in: [ generale ]

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Lettera a mio figlio (della grandezza in crescendo)

Caro figlio mio, ormai ci ho preso gusto e m’è venuta voglia di lasciarti dette altre cose, di quando in quando. Questa apparentemente può sembrare banale, ma, se è semplice, ancor più la trovo fondamentale.
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efraim


30/04/2008 ~ 08:08 ~ in: [ no i ]

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Comunicazione

vorrei dirti parole
per darti quel che so
ma non so

efraim


23/04/2008 ~ 22:00 ~ in: [ scorie ]

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